L'attrice keniano-messicana vincitrice di un Oscar Lupita Nyong’o è stata scelta per interpretare il doppio ruolo di Elena di Troia e di sua sorella Clitennestra nel prossimo film di Christopher Nolan, “The Odyssey”, una rivisitazione dell’epopea omerica. Ma questa decisione non è passata senza polemiche.
In vista dell’uscita, il film è stato oggetto di grande clamore pur rimanendo in gran parte avvolto nel mistero, ma ha anche suscitato critiche a seguito di un recente articolo di copertina della rivista Time che ha rivelato che Nyong’o è stata scelta per interpretare Elena di Troia, descritta nel classico di Omero come “la donna più bella del mondo” e “il volto che ha lanciato mille navi” in guerra.
Nyong’o è stata bersaglio di reazioni razziste online per la scelta del cast, anche da parte di Elon Musk, ma ha anche ricevuto sostegno, con molti che hanno sottolineato che Elena di Troia è un personaggio immaginario senza tratti fisici specifici.
In effetti, Hollywood ha fatto molta strada, ma ha ancora un lungo cammino da percorrere verso la vera uguaglianza e l’inclusività. Le scelte di casting sono un punto particolarmente dolente, poiché attori bianchi vengono scelti per interpretare persone nere, attori normodotati vengono scelti per interpretare personaggi disabili e attori cisgender vengono scelti per ruoli transgender, lasciando senza lavoro gli attori emarginati. Anche i film che mirano a mostrare una comunità sottorappresentata inciampano in questioni come il colorismo, ovvero il pregiudizio o la discriminazione nei confronti delle carnagioni più scure all'interno dello stesso gruppo razziale.
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