Secondo i risultati di una revisione ortopedica interna pubblicata il 29 gennaio dal Great Ormond Street Hospital (GOSH) di Londra, l’ex chirurgo Yaser Jabbar è stato ritenuto responsabile di danni causati a 94 bambini affidati alle sue cure. Di questi, circa 36 avrebbero subito conseguenze gravi.
L’indagine ha evidenziato una vasta gamma di problematiche: da situazioni relativamente lievi, come la somministrazione non necessaria di anestesia generale, fino a casi più seri, tra cui interventi chirurgici inefficaci o diagnosi formulate in ritardo.
La revisione ha preso in esame 789 pazienti trattati da Jabbar nel periodo in cui ha lavorato al GOSH, tra il 2017 e il 2022.
Notizie di questo tipo suscitano comprensibilmente forte preoccupazione nell’opinione pubblica, considerando quanto la nostra salute dipenda dalla competenza e dall’affidabilità dei medici. Chirurghi e operatori sanitari dovrebbero rappresentare alcune delle figure più degne di fiducia nella società. Ed è vero che la stragrande maggioranza dei professionisti del settore svolge il proprio lavoro con serietà, responsabilità e competenza, anche se ciò non li rende immuni da errori, data la complessità del loro ruolo.
Il giuramento di Ippocrate, pronunciato da tutti i medici, pone al centro un principio fondamentale: non causare danni. Eppure, nella pratica, episodi di questo tipo continuano a verificarsi. Talvolta si tratta di errori involontari, altre volte di negligenza consapevole. In ogni caso, sono storie che non possono lasciare indifferenti.
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