In Giappone cambiano le regole per chi vuole dare un nome originale al proprio figlio. Le autorità hanno deciso di mettere un freno ai cosiddetti kirakira names — letteralmente “nomi luccicanti” — ovvero quelli particolarmente creativi, con pronunce insolite o ispirati a personaggi di fantasia e marchi famosi.
Da ora in poi, sarà possibile usare solo i kanji (i caratteri della scrittura giapponese) ufficialmente riconosciuti, e i genitori dovranno comunicare alle autorità la corretta pronuncia del nome scelto.
Il dibattito sui kirakira names va avanti da anni. Alcuni genitori hanno fatto discutere per aver chiamato i figli “Pikachu”, “Kitty” o “Pū”, come Winnie the Pooh. Ora il governo spera che la nuova normativa contribuisca anche a semplificare la digitalizzazione dei registri, evitando letture ambigue o difficili da gestire a livello amministrativo.
Ma quanto conta davvero un nome? In certi casi, moltissimo. In giro per il mondo, sono tanti i nomi rifiutati per legge perché ritenuti inappropriati, offensivi o semplicemente troppo stravaganti.
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