Secondo un articolo pubblicato il 23 settembre dal quotidiano spagnolo El Mundo, i servizi di intelligence statunitensi avrebbero condiviso con diversi Paesi europei informazioni secondo cui potrebbe essere in preparazione una possibile operazione russa con l’impiego di droni contro obiettivi in Spagna, Francia e/o Italia.
Inoltre, fonti anonime del Ministero della Difesa lituano suggeriscono che la Russia potrebbe utilizzare per l’operazione il Gerbera, un piccolo drone russo in grado di percorrere fino a 600 chilometri, a una velocità di circa 160 km/h.
Il carico esplosivo di questo tipo di drone è limitato, ma potrebbe essere sufficiente a provocare disagi nella vita quotidiana, per esempio causando la chiusura di un aeroporto o dando origine a un incendio locale.
Mosca ha già sperimentato in passato il lancio di droni da piattaforme marittime. Un esempio risale a febbraio di quest’anno, quando un drone sarebbe stato lanciato da una nave dell’intelligence russa nello stretto di Øresund, nei pressi della Svezia. Il dispositivo fu successivamente individuato e intercettato dalla Marina svedese.
I rapporti tra i membri della NATO e Mosca sono nel frattempo peggiorati drasticamente, ricordando il clima di forte tensione della Guerra fredda. I leader della NATO considerano la Russia una minaccia diretta alla sicurezza, ma i ripetuti avvertimenti e le condanne dell’Alleanza hanno finora avuto un effetto limitato sul Cremlino.
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