Luigi Mangione si è dichiarato colpevole davanti a un tribunale federale per le accuse di stalking legate all'uccisione di Brian Thompson, amministratore delegato di UnitedHealthcare. In aula ha ammesso senza mezzi termini: «Ho sparato al signor Thompson», riconoscendo di sapere che le sue azioni erano illegali.
Dopo la confessione, i suoi avvocati hanno presentato una richiesta per far cadere le accuse ancora pendenti nello Stato di New York. Secondo la difesa, processarlo anche a livello statale per gli stessi fatti violerebbe il principio del double jeopardy, che tutela dall'essere perseguiti due volte per lo stesso reato. La decisione potrebbe cambiare radicalmente il futuro giudiziario di Mangione.
La sentenza federale è fissata per il 18 dicembre e Mangione rischia l'ergastolo. Il processo statale, invece, era stato programmato per settembre, ma la nuova battaglia legale potrebbe rimetterne in discussione lo svolgimento.
La vicenda risale al 4 dicembre 2024, quando New York fu sconvolta dall'uccisione di Brian Thompson. L'amministratore delegato di UnitedHealthcare venne colpito a morte per strada a Midtown Manhattan da un uomo mascherato, che si allontanò tranquillamente dalla scena prima di fuggire, secondo le ricostruzioni, in bicicletta elettrica.
Cinque giorni dopo, Mangione venne arrestato in un McDonald's in Pennsylvania e accusato di essere coinvolto nell'omicidio. La sua cattura scatenò un'enorme attenzione mediatica: giovane, laureato e apparentemente animato da una forte rabbia nei confronti del sistema sanitario statunitense, Mangione è diventato una figura estremamente controversa. Alcune persone hanno condannato duramente le sue azioni, mentre altre lo hanno trasformato in una sorta di simbolo della protesta contro il sistema sanitario.
Scorri la gallery per ricostruire tutto ciò che si sa finora sull'indagine, le prove raccolte e la complessa battaglia legale che potrebbe ancora riservare colpi di scena.