Il 17 settembre, l'azienda biotecnologica texana Colossal Biosciences ha annunciato di aver compiuto un passo fondamentale verso la rinascita del dodo estinto, coltivando cellule germinali primordiali di piccione, materiale riproduttivo precedentemente conservato solo in polli e oche. L'azienda, che ad aprile ha suscitato entusiasmo e polemiche con la nascita di tre cuccioli di lupo gigante, ora prevede che i primi dodo potrebbero tornare entro cinque o sette anni, parallelamente agli sforzi di conservazione e ripristino dell'habitat.
Quando si sente la parola “dodo”, di solito viene in mente l'immagine di un uccello goffo e sovrappeso che si è stato portato dritto all'estinzione. Il dodo è stato a lungo il simbolo per eccellenza del fallimento evolutivo, deriso perché lento, stupido e destinato alla rovina dal momento in cui ha incrociato il suo cammino con quello dell'umanità.
Ma se si andasse oltre il mito, la caricatura e le mezze verità storiche, emergerebbe una storia molto diversa, che rivela che il dodo era in realtà una creatura complessa, resistente e profondamente incompresa. La sua estinzione (lungi dall'essere un semplice caso di sopravvivenza del più forte) è stata causata da una serie di specie invasive, dalla distruzione dell'habitat e dall'incuria umana.
Cosa è successo davvero al dodo? Era davvero così indifeso come sostiene la storia, o l'impatto dell'umanità è stato molto più profondo di quanto spesso ammettiamo? Clicca su questa galleria per scoprirlo.