Il Vaticano ha registrato un’impennata dei profitti nel 2024, con entrate da investimenti e immobili in aumento del 35,5%, per un totale di 62,2 milioni di euro (72,5 milioni di dollari). Una boccata d’ossigeno per Papa Leone XIV, da poco eletto, che si trova ad affrontare un disavanzo di bilancio di 83 milioni di euro e crescenti passività legate al fondo pensioni.
Secondo l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA), 38,1 milioni di euro (44 milioni di dollari) provengono da investimenti, mentre 46 milioni circa sono stati destinati al bilancio generale. I restanti 16,1 milioni saranno accantonati per usi futuri.
Tuttavia, nonostante i profitti in aumento, il valore complessivo del patrimonio vaticano è stato rivisto al ribasso, a 2,6 miliardi di euro (3 miliardi di dollari), a seguito di una nuova valutazione del suo vasto portafoglio immobiliare. La Chiesa possiede oltre 5.400 immobili in tutto il mondo, la maggior parte dei quali si trova a Roma, ma anche in città chiave come Parigi, Ginevra e Londra. Preoccupano però la trasparenza e la rendicontazione: il Vaticano non pubblica un bilancio completo dal 2022.
Eppure, al di là dei numeri e delle manovre finanziarie, dietro le cappelle dorate, le cattedrali monumentali e i musei a pavimento di marmo, si cela un’eredità millenaria. Solo una piccola parte dei tesori del Vaticano è visibile al pubblico: il resto è custodito tra archivi segreti, cripte sotterranee e camere blindate.
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